{"id":153,"date":"2012-09-22T10:01:59","date_gmt":"2012-09-22T08:01:59","guid":{"rendered":"http:\/\/lnx.leonellobertolucci.it\/?page_id=153"},"modified":"2018-10-14T14:35:33","modified_gmt":"2018-10-14T12:35:33","slug":"hanno_detto","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.leonellobertolucci.it\/?page_id=153","title":{"rendered":"Hanno detto"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-2086 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.leonellobertolucci.it\/wp-content\/uploads\/DUE-SASSI-1.jpg\" alt=\"\" width=\"106\" height=\"64\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Leonello Bertolucci sa recuperare la puntigliosit\u00e0 e la curiosit\u00e0 per ogni aspetto della vita.<\/em><br \/>\n<em>Ma anche, soprattutto, la capacit\u00e0 di ascoltare e trasformare in immagini i sussurri, da contrapporre alle grida<\/em><br \/>\n<em>di cui in troppi sembrano non poter pi\u00f9 fare a meno.<\/em><\/p>\n<p><span style=\"color: #bf7922;\">Roberto Mutti<\/span><\/p>\n<address>\u00a0<\/address>\n<p><em>Esiste in Bertolucci, davvero incantevole e incantato, il piacere del fare, del raccontare, del vedere, sia pure<\/em><br \/>\n<em>strizzando l&#8217;occhio, con ironia, ripetiamo, e senza malizia, alle infinite contraddizioni e ambigue variazioni<\/em><br \/>\n<em>e valenze del mondo reale. Egli ci restituisce materie precise, le scansioni di un racconto terso e delicato, e il<\/em><br \/>\n<em>suo\u00a0 occhio fotografico \u00e8, per ripetere un verso di Sylvia Plath, &#8220;esatto e d&#8217;argento&#8221;.<\/em><\/p>\n<p><span style=\"color: #bf7922;\">Giuseppe Turroni<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>E Leonello Bertolucci lo fa con la delicatezza di cui \u00e8 capace. La sua gentilezza e la sua curiosit\u00e0 si fondono in sequenze visive senza retorica. A prevalere \u00e8 la fascinazione del racconto e queste immagini a colori ci riportano, ancora una volta, alle suggestioni delle origini della fotografia. Leonello Bertolucci sembra muoversi su un terreno ancora inesplorato. Libero da pregiudizi e memorie prefabbricate. Esattamente come l\u2019inventore francese Joseph-Nic\u00e9phore, che dedic\u00f2 gran parte della sua vita a rincorrere il desiderio di poter fissare delle immagini direttamente con la luce.<\/em><br \/>\n<em> Allora non aveva importanza riflettere su quali fossero le immagini. La magia del gesto era pi\u00f9 forte dei soggetti ritratti. Leonello Bertolucci inverte la tendenza. La fotografia smette di essere uno strumento illusorio che dava tridimensionalit\u00e0 a persone e cose.<\/em><span style=\"color: #bf7922;\"><br \/>\n<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #bf7922;\">Denis Curti<\/span><\/p>\n<address>\u00a0<\/address>\n<p><em>Leonello Bertolucci, fotografo sensibile, ha saputo guardare dove altri vedono solo. Le sue immagini dei nostri<\/em><br \/>\n<em>megaliti sembrano sguardi da un terzo occhio, quello dell\u2019anima. Bertolucci \u00e8 ligure e come spesso accade sente <\/em><br \/>\n<em>pi\u00f9 dei salentini stessi la magia ancestrale di una terra dove la civilt\u00e0 dell\u2019uomo \u00e8 millenaria. Bertolucci riesce<br \/>\nad <\/em><em>avvicinare chi guarda le sue foto al mistero iniziatico di questi monumenti. I suoi menhir e dolmen non hanno <\/em><br \/>\n<em>alcunch\u00e9 di convenzionale, piuttosto al suo sguardo diventano molto personali trasmettendo qualcosa di simile<\/em><br \/>\n<em> ad un\u2019esperienza mistica.<\/em><\/p>\n<p><span style=\"color: #bf7922;\">Edoardo Winspeare<\/span><\/p>\n<address>\u00a0<\/address>\n<p><em>La prima foto della mia vita mi fu scattata in un cortile di via Cernaia, tra i caseggiati delle Elementari e la<\/em><br \/>\n<em>palestra della &#8220;Pro Italia&#8221;. Ovviamente una foto scolastica, ricordo di fine d&#8217;anno. Noi, ragazzini, in fitto gruppo;<\/em><br \/>\n<em>su un lato il maestro alto, nei nostri confronti, come un campanile accanto alla chiesa.<\/em><br \/>\n<em>&#8211; Fermi! &#8211; grid\u00f2 il fotografo, con voce da sergente, prima del lampo.<\/em><br \/>\n<em>Da allora ho conosciuto molti fotografi, quasi tutti da bottega, persino uno a Kopenik (Berlino) nel settembre 1944.<\/em><br \/>\n<em>Insomma una foto da gefang (prigioniero) per gli archivi burocratici del lager. Risultai magrissimo.<\/em><br \/>\n<em>L&#8217;ultimo fotografo che ho conosciuto, in ordine recentissimo di tempo, \u00e8 uno spezzino, Leonello Bertolucci&#8230;<\/em><\/p>\n<p><span style=\"color: #bf7922;\">Gino Patroni<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Leonello Bertolucci sa recuperare la puntigliosit\u00e0 e la curiosit\u00e0 &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.leonellobertolucci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/153"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.leonellobertolucci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.leonellobertolucci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leonellobertolucci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.leonellobertolucci.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=153"}],"version-history":[{"count":27,"href":"https:\/\/www.leonellobertolucci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/153\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2877,"href":"https:\/\/www.leonellobertolucci.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/153\/revisions\/2877"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.leonellobertolucci.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=153"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}